Quali sono  le malattie per le quali si applica una protesi di ginocchio?
 
<<Le patologie sono molteplici e tra esse quella che è molto più frequente è l’artrosi, cha ha come sede di localizzazione  preferenziale il ginocchio, oltre alla colonna vertebrale ed all’anca.
Le cause della localizzazione al ginocchio possono essere diverse e trovano un comune denominatore rappresentato dal sovraccarico funzionale che è responsabile della usura delle cartilagini articolari.
Poiché questo sovraccarico funzionale spesso non è ugualmente distribuito nei vari compartimenti del ginocchio, accade, di frequente, che il danno articolare riguardi non tutte le superfici cartilaginee, ma soltanto alcune di esse.
La protesi va applicata quando la cartilagine  è notevolmente danneggiata ed il paziente lamenta dolore, limitazione nei movimenti, zoppia nella deambulazione, e spesso anche  gonfiore e deformazione del ginocchio, sintomi, tutti, che rendono il paziente invalido, determinando impossibilità, o quantomeno difficoltà, sia a svolgere l’attività lavorativa che  ad effettuare molti gesti che sono richiesti dalla comune vita di relazione.>>
 

Esistono più modelli di protesi?

<<Innanzitutto bisogna fare una prima grande distinzione tra le protesi totali e le protesi monocompartimentali; infatti, la prime prevedono che il rivestimento protesico si estenda su tutta la superficie articolare del femore, della tibia e della rotula; mentre con le protesi compartimentali  si rivestono soltanto le superfici articolari del compartimento danneggiato, senza intervenire sulle cartilagini sane degli altri compartimenti e sui legamenti.
 E’ chiaro che vi è una grande differenza tra questi due tipi di protesi che, però, hanno in comune l’obiettivo di eliminare il dolore, restituire una normale funzionalità al ginocchio e di essere durature nel tempo. >>
 

La scelta della protesi è diversa a seconda del danno articolare che presenta il singolo paziente?

<< Nei casi nei quali la usura delle cartilagini riguarda tutti i capi articolari verrà impiantata una protesi totale, intervento, questo, che comporta un abbondante sacrificio di osso e dei legamenti crociati.
Quando, invece, come si è detto, il danno articolare riguarda soltanto un compartimento, è più indicato applicare la protesi monocompartimentale che, rispetto alla totale, presenta numerosi vantaggi legati essenzialmente: al risparmio dei legamenti e dei tessuti osteoartcolari sani, alla via di accesso chirurgica più limitata, alle minori perdite ematiche, minore dolore post-operatorio, ad un minor rischio di infezioni, ad un recupero funzionale più rapido, ad un minor tempo di degenza ed ad un più rapido reinserimento del paziente nella attività lavorativa  e nella vita sociale. >>
 
<<Nei casi nei quali vi è un danno cartilagineo esteso a due compartimenti, siano essi  i femoro- tibiali, siano essi uno femoro-tibiale e l’altro femoro-rotuleo, non è più necessario impiantare una protesi totale, con evidente sacrificio di tessuti sani e  di patrimonio osseo.
Si applicano contemporaneamente due protesi monocompartimentali: una per l’articolazione femoro-tibiale  mediale e l’altra per l’articolazione femoro-rotulea, risparmiando, così, i legamenti crociati ed il patrimonio osteoarticolare del compartimento integro.
 I  vantaggi  delle protesi monocompartimentali o bi-monocompartimentali rispetto alle protesi totali, sono considerevoli, vi è, però, la necessità di rispettare scrupolosamente le indicazioni a questo intervento, selezionando rigorosamente i pazienti da operare, ed adottare una tecnica chirurgica estremamente precisa che consente di ristabilire un equilibrio biomeccanico  tra i due compartimenti protesizzati e quello integro.


Può anche essere effettuato ad entrambe le ginocchia ?

simultaneo ad entrambe le ginocchia è indicato ai soggetti che abbiano gonartrosi con dolore e deformità dello stesso grado di gravità da richiedere un trattamento chirurgico ad entrambe le ginocchia.
Inoltre, la degenerazione artrosica, responsabile dell’usura della cartilagine, deve essere localizzata,  come accade di frequente, ad un solo compartimento delle ginocchia.
 
       
Quali sono i tempi di recupero?

<<Il giorno successivo all’intervento il paziente viene fatto sedere sul letto ed in seconda giornata può iniziare a deambulare con l’ausilio di due bastoni e con la guida dei fisioterapisti. Contemporaneamente inizia gli esercizi di rinforzo muscolare e movimenti dell’articolazione. In quarta giornata già potrebbe essere dimesso, ma preferisco che fino al settimo – ottavo giorno il paziente svolga la riabilitazione con i fisioterapisti della struttura. Quindi il paziente può tornare a casa al settimo – ottavo giorno, dove continuerà la riabilitazione per circa due mesi. Dopo un mese, sarà in grado di deambulare in modo autonomo senza l’ausilio dei bastoni.


patologie

curriculum

galleria video

partners